Riceviamo una mail che ci può dare l’idea di come l’intolleranza nei confronti dei nostri amici a quattrozampe sia sempre molto presente nel nostro Paese… per il momento vi invitiamo a commentare questa specifica lettera, in attesa del nuovo articolo sulle spiagge che stiamo per pubblicare sul sito – vi avviseremo sul blog quando sarà pronto – Quindi: cani in spiaggia, sì o no ? Che problemi può dare un cane con padroni educati in una spiaggia italiana ? "Inquina" di più la cacca del cane che poi viene rimossa dalla sabbia oppure inquina di più l’uomo, con i suoi mozziconi (quintali e quintali di questi ultimi sulle spiagge ogni anno), lattine vuote, bucce di frutta andate a male e altre schifezze ? Ecco la mail che abbiamo ricevuto: —————————————- Gentile Redazione, siamo due ragazze cagliaritane che amano gli animali, i cani in particolare, e ci rivolgiamo a voi, che sappiamo essere estremamente sensibili, nella speranza che la nostra storia possa essere conosciuta e capita e, perché no, aiutata per quanto possibile. Il più brevemente possibile riassumiamo la nostra lunghissima e contorta vicenda. Tanta è la nostra passione, che tre anni fa abbiamo deciso di “inventarci” un lavoro che ci permettesse di vivere giornalmente con i nostri amici a quattro zampe. Siamo partite piene d’entusiasmo e convinte che la buona volontà e i sacrifici ci avrebbero premiato, visto che, pur disoccupate e non facoltose, eravamo disposte ad investire tutto ciò che avevamo per mandare avanti le nostre idee. In Sardegna purtroppo però, non solo non ti offrono lavoro, ma non ti permettono neanche di portare avanti un’iniziativa personale di cui ti assumi tutti i rischi, soprattutto se ci sono i cani di mezzo! Non essendoci a Cagliari e dintorni, spazi in cui puoi portare il tuo cane (oltre al fatto che non puoi entrare in nessun luogo pubblico!!), abbiamo pensato di presentare alle amministrazioni competenti, due progetti da realizzare a nostre spese. Il primo era una spiaggia attrezzata per persone accompagnate da cani visto che in tanti km di coste è assolutamente proibito far poggiare una zampa al tuo fido compagno e il secondo un circolo sportivo/ricreativo interamente dedicato ai cinofili. Oltre a risolvere tanti problemi ai proprietari di cani, avremmo creato posti di lavoro, incrementato un tipo particolare di turismo e dato lustro alla nostra regione. Da qui è iniziata la nostra epopea. Nel 2000 dietro “richiesta” del Comune di Quartu Sant’Elena (limitrofo a Cagliari), ci siamo costituite in una piccola cooperativa con altre due socie (che nel frattempo si sono scoraggiate e recentemente hanno abbandonato), sostenendo spese di costituzione, tasse, commercialisti…che ti lasciamo immaginare in tre anni ormai trascorsi quanto ci sono costati! Tutto questo perché c’era stata assegnata, con tanto di delibere, un’area comunale in cui costruire il nostro circolo. Abbiamo incaricato un ingegnere, abbiamo presentato il progetto concordato con gli assessorati competenti, abbiamo chiesto un finanziamento con la L. 215 e lo abbiamo ottenuto. Eravamo entusiaste. Poi ci sono state le elezioni, una nuova giunta comunale che ha annullato ogni decisione presa dalla precedente…niente più area…finanziamento non sfruttabile. Contemporaneamente abbiamo fatto istanza alla Regione per una concessione demaniale per la spiaggia attrezzata e dopo un anno e più di progetti e spese istruttorie ci è stata concessa, non richiesta, un’anticipata occupazione. In altre parole ci affidavano l’area per la stagione in corso, in attesa della concessione definitiva. Nel luglio 2001, data di rilascio, per correttezza e onestà abbiamo fatto domanda per ottenere l’autorizzazione sanitaria al Comune (accompagnata da pareri preliminari favorevoli sia della A.S.L. – Servizio Veterinario sia della Capitaneria di Porto) che ha dato il via ad un’ulteriore sequenza di richieste di pareri dallo stesso Comune agli Enti interessati… che si erano già espressi positivamente! Mancava, però, il parere della A.S.L. Igiene Ambientale e Urbana… Rassicurate a voce, anche dal Sindaco in persona, sulla celerità del disbrigo formale e burocratico abbiamo acquistato le attrezzature balneari, indebitandoci per oltre 30 milioni di lire. La risposta è arrivata solo ai primi di settembre: non si poteva esprimere parere poiché la struttura non era ancora realizzata!! In preda all’avvilimento più profondo, ma non demordendo, scopriamo che l’attività non era normata, se non dall’Ordinanza della Capitaneria che in deroga ci aveva dato le autorizzazioni e, pur consapevoli che la stagione balneare era ormai finita, abbiamo aperto. In 25 giorni di apertura della spiaggia (di cui 17 con il Maestrale) abbiamo registrato più di 150 cani, ricevuto elogi e solidarietà dai cinofili, insulti e attacchi di vario genere dagli intolleranti, ripetute visite da parte di Vigili Urbani, incaricati comunali, incaricati A.S.L. – Igiene Ambientale. I sopralluoghi di questi ultimi, però, non erano mirati alla verifica del corretto funzionamento dell’area, ma a trovare cavilli per farci chiudere. Non hanno mai trovato nulla per poterlo fare, ma non ci hanno ridato l’area per l’anno successivo e da quasi due anni abbiamo un ricorso aperto al TAR contro la Regione e il Comune, ma ancora, oltre a tante spese legali, non abbiamo avuto nessun risultato. L’esito è sempre lo stesso: NON VOGLIONO I CANI IN SPIAGGIA e NON CI RICONOSCONO IL DANNO ECONOMICO! A tutt’oggi riceviamo telefonate ed e-mail da tutta Italia perché vorrebbero venire in vacanza col proprio cane e, con mortificazione e con una credibilità ormai agli sgoccioli, siamo costrette a rispondere che non si può venire. La rabbia maggiore la avvertiamo quando ci aggiornano sulle statistiche degli abbandoni e sul numero crescente delle presenze nei canili rifugio e sui costi delle campagne contro gli abbandoni. L’ignoranza e la voce degli intolleranti, che ha convinto i nostri politici che non servono spazi per possessori di cani, che il cane porti sporcizia, malattie e chiasso, e che una buona campagna contro gli abbandoni sia sufficiente a convincere chiunque a rinunciare alle vacanze, alle giornate al mare o al weekend fuori e non occorra dare la possibilità di spostarsi col proprio amico, ci ha lasciate ormai senza forze, senza soldi, tante idee, tanto rammarico e tanti debiti… Oramai stiamo perdendo la speranza di riuscire ad emergere in questo “Paese dei Paradossi e delle Incoerenze”. Per il circolo cinofilo abbiamo partecipato, vincendo, all’ennesimo bando pubblico per l’assegnazione di un’area, ma abbiamo dovuto resistere ad un ricorso al TAR perché, un concorrente per la stessa area, sosteneva che la nostra iniziativa non era di pubblica utilità ed inoltre era inammissibile concedere un’area “ai cani”….E’ stato respinto ma …altre spese legali e la Spada di Damocle di un minacciato appello in Consiglio di Stato continua a non farci dormire sonni tranquilli. Viviamo con i nostri cani, siamo Unità Cinofile della Protezione Civile Italiana, facciamo ricerca dispersi e salvamento a mare con loro, ma non abbiamo la possibilità di portarli da nessuna parte e come noi tanti altri e ci chiediamo: quando entreremo nell’Unione Europea?. In Francia, in Austria, in Germania e in tutti gli altri paesi europei, hanno un’alta considerazione per gli animali, hanno pochissime restrizioni per la loro gestione e tutto questo ci porta a credere che il Terzo Mondo siamo noi! Il problema di base è che solo chi è scontento fa sentire la sua voce… per protestare! Dopo tre anni abbiamo deciso che la nostra storia si conosca. In tutto questo tempo siamo state in silenzio, per la paura di pestare i piedi a Qualcuno, di urtare la suscettibilità di coloro che alla fine dovevano decidere del nostro futuro! Adesso siamo stanche di aspettare e vorremo avere la possibilità di provare ciò che valiamo, di far capire che il nostro sarà un servizio utile (anche contro gli abbandoni estivi), e che amare i propri cani e volerli con se anche nei momenti di svago non è un crimine, ma un desiderio del tutto plausibile. Ovviamente la storia che vi abbiamo raccontato è una sintesi perché a scrivere delle complicazioni, delle frustrazioni e dei guai passati avremmo scritto un tomo dell’enciclopedia TREcCANI!! Vi invieremo, se ritenete necessario o interessante, la descrizione dei progetti, la rassegna stampa locale che ci riguarda e i dettagli di questa beffa all’italiana. Questa lettera è indirizzata a voi, ma la manderemo a chiunque ci possa ascoltare, lo ritenga giusto, sia sensibile a tutto questo e lo renda pubblico, sperando che, queste voci possano per una volta, arrivare dove gli avvocati, i tribunali e la nostra tenacia non sono riusciti. Vi ringraziamo in anticipo per la vostra attenzione e per tutto l’impegno che offrite ai nostri amici animali e restiamo, speranzose, a disposizione per qualsiasi chiarimento e sostegno ci vorrete concedere. Ciao. Cristina e Simona della Cooperativa “ALL FRIENDS” —————————————-
Riferimenti: www.dogwelcome.it – spiagge italia ed estero
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